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Alimentazione e Allergie
Negli ultimi anni le allergie si sono diffuse come epidemie.
Sempre piú gente ne soffre. I sintomi noti in generale sono:
raffreddore da fieno, eczemi, delle tonsille, ecc. Con il termine
«allergia» si evita spesso di cercare le vere cause dei
disturbi. Invece di ricercare le cause della malattia, si curano solo
i sintomi, e la malattia viene classificata come incurabile.
L'esempio del raffreddore allergico dimostra:
Il polline esisteva giá prima del uomo. Essò non ha mai
rappresentato un problema per l'organismo umano. Soltanto negli
ultimi decenni si é diffuso il raffreddore da fieno. Nulla
indica che il polline sia diventato ad un tratto
«aggressivo», eppure si accusa in primo luogo il polline
invece di cercare la causa nel proprio organismo. Si dovrebbe cercare
una risposta nel nostro mutato modo di vita. I pochi medici che si
sono occupati delle cause delle allergie sono giunti alla stessa
conclusione, cioè che le proteine animali vestono un ruolo
importante nelle allergie. Ad esempio se per ca. 3 anni si evitano
completamente le proteine animali[1] a
favore di una dieta vegetariana ricca di cibi crudi si osserva una
guarigione completa dal raffreddore da fieno. Senza questa dieta
molte mallatie allergiche sono effettivamente
«inguaribili». Un altro esempio sono le
neurodermiti[2] (eczema della pelle) nei
neonati. La malattia compare durante il passaggio dal latte materno a
quello vaccino (alcuni neonati reagiscono giá quando é
la madre a consumarne). Siccome le proteine animali sono sostanze
estranee, il neonato le elimina nel modo piú veloce possibile,
cioè attraverso la pelle. L'irritazione della pelle é
quindi la logica reazione di difesa contro una sostanza estranea e
nociva al corpo umano. Sostituendo al latte di mucca, latte di
mandorla o polpa di frutta l'«incurabile» neurodermite
scompare subito.
Una volta riconosciuto che le proteine animali, soprattutto se
riscaldate[3], rappresentano un corpo
estraneo per il nostro organismo, non puó piú
sorprendere il fatto che il latte risulti quale maggior cagione
d'allergie. Se sia lecito definire allergia, e dunque malattia una
sana reazione di difesa del corpo, é una questione importante
da porsi. Giusto sarebbe definire malati gli esseri umani che con un
consumo regolare di proteine animali riscaldate, non mostrano alcuna
reazione a queste quanto sia errata questo diagnosi sostanze nocive.
Infatti anche se i sintomi non compaiono subito, non significa che il
corpo sopporterá a lungo una simile tortura. Se poi dopo
alcuni anni o decenni compaiono le inevitabili conseguenze, di solito
non si é piú in grado di riconoscerne le connessioni
con il modo di vita. Anche quando ci si ammala senza alcuna ragione
apparente, si dovrebbe sempre essere coscienti che l'uomo non
é una costruzione imperfetta ,e che ogni sintomo di malattia
ha (almeno) una causa. Eliminando la causa si poú ristabilire
la salute del corpo. La repressione dei sintomi causa può
danni che vantaggi. Allorchè ad esempio lo sfogo (espulsione)
cutaneo di un veleno viene impedito da qualche provvedimento, ne
conseguiranno danni interni spesso ben piú gravi dello sfogo.
Per molte malattie "incurabili", si é giunti alla conclusione
che l'alimentazione rappresenta una componente non indifferente. Una
delle molteplici cause dell'asma puó essere anche
rappresentata dai cibi animali, dai quali il corpo tenta di
difendersi. Da una ricerca su pazienti affetti d'asma é
risultato che con una dieta VEGANA (= senza alcun prodotto animale)
in 4 mesi il 71% dei pazienti era migliorato e dopo un anno
adirittura il 92%![4] Il latte é
conosciuto quale causa principale dell'asma. Spesso si sente
l'obiezione che una derrata, consumata spesso e volentieri, non
puó provocare allergie e che, se cosí non fosse, dopo
ogni consumo se ne dovrebbero sentire le conseguenze:
«Il mascheramento é responsabile del bisogno dell'
assuefatto di un suo speciale cibo o bevanda. Esso spiega anche il
sorgere di termini come ‹abitudine›,
‹tempramento› o ‹tolleranza›, con i quali
la gente perifrasa (dunque maschera) l'esperienza della scomparsa di
fenomeni spiacevoli duvuti all'‹abitudine› a cibi
allergeni, a sostanze chimiche o agenti di stess.»[5]
Quando una madre racconta che, grazie alla sua insistenza e dopo un rigetto iniziale, il figlio beve volentieri il latte vaccino, non fa che parlare inconsapevolmente di un'allergia alimentare mascherata. Un allergia alimentare mascherata comporta purtroppo spesso anche la caratteristica di provocare un forte e regolare bisogno della sostanza nociva.
Note:
- Esse comprendono: carne (compresi pollame, pesce e salumi), uova, latte e i suoi derivati. (indietro)
- In Germania un neonato su tre è affetto da neurodermiti (da: Spiller: «Schachmatt den Allergien», edizione Schnitzer, pagina 9). (indietro)
- È sufficiente la pastorizzazione a ridurre drasticamente il valore delle proteine. Difficilmente si trovano prodotti caseari non pastorizzati. La carne viene cunsumata quasi sempre cotta. (indietro)
- Carper, Jean: Wundermedizin Nahrung (cibo, medicina miracolosa), edizioni Econ, pagina 335. (indietro)
- Mackarness, R.: «Allergie gegen Nahrungsmittel und Chemikalien» (Allergia contro cibo e prodotti chimici), 1986, pagina 135, citato in: Recht, Ute: «Verhaltensstörungen durch Fehl-Ernährung» (Turbe comportamentali clowute ad un errata alimentazione), edizione Novalis, 1993, pagina 52s. (indietro)
Last update of this page: 8.12.2009