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Obiezione al vegetarianesimo:

Anche gli animali si mangiano tra di loro...

Opinione:

Se gli animali si mangiano a vicenda allora anche noi possiamo mangiare gli animali. Nella natura è il diritto del più forte che prevale e anche noi umani siamo parte della natura. Poiché noi siamo più forti degli animali è naturale e di conseguenza anche moralmente corretto, secondo questa legge della natura, che anche noi mangiamo gli animali.

Opinione corretta:

  1. Per cominciare è interessante constatare che coloro che sono i primi a mettere in evidenza le caratteristiche straordinarie dell’essere umano («re della creazione», «a immagine e somiglianza di Dio», «essere dotato di ragione») grazie alla sua differenza con l’animale si mettono tutto d’un tratto ad argomentare sulla base della sua rassomiglianza all’animale: in fondo siamo anche noi degli animali e gli animali si mangiano l’un l’altro. Ma proprio qui, precisamente per ciò che riguarda il consumo di carne, non c’è nessuna similitudine tra gli esseri umane e gli animali. Gli animali (carnivori) devono mangiare carne, gli esseri umani no. Gli uomini possono scegliere, gli animali no. L’uomo può agire moralmente, l’animale no.
    Come dice Konrad Lorenz, «gli animali non possono fare ciò che non è loro permesso, ma l’uomo può fare molte cose che non gli sono permesse». In breve: gli animali non possono essere un esempio morale per gli uomini perché l’animale non può agire secondo un codice di condotta morale.
  2. Dalla «naturalità» di una cosa non se ne consegue una necessità psicologica. Altrimenti, per esempio, sarebbe irrazionale e insensato l’essere contro la guerra e in favore della pace dato che fare una guerra è anche un atto «naturale». Qui partiamo dal principio – ragionevole e corretto – che l’essere umano è capace a superare la tendenza «naturale» a fare la guerra tramite un processo di sviluppo più elevato ed avanzato.
  3. Dalla «naturalità» di una cosa non ne viene la sua rettitudine morale, proprio come dall’ «artificialità» di una cosa non deriva una mancanza morale. Altrimenti non dovremmo combattere le catastrofi naturali, così come non dovremmo aiutare i poveri, i deboli e gli handicappati di nascita, dunque «naturali». Nello stesso spirito, non dovremmo né costruire scuole né perfezionare la nostra conoscenza o i nostri talenti artistici. In breve: se noi accettiamo il «naturale» come regola di condotta morale, allora non dovremmo fare tutto ciò che rende l’essere umano un essere umano.
  4. Noi rigettiamo completamente «la legge del più forte» come regola di condotta morale!
    In generale il pensiero etico e morale sostiene, come osserva giustamente Gotthard M. Teutsch e tutti sono d’accordo su ciò, che «la superiorità del potere non è la causa di un diritto morale». Nessun uomo civile fa appello alla «legge del più forte» nelle questioni morali; nessuno può giustificare le sue azioni con tale diritto. Noi consideriamo a ragione che colui che impone la sua volontà ai deboli è un essere barbaro senza scrupoli e incosciente.

Questo è un estratto dal libro tascabile di Helmut Kaplan «Banchetto funebre - Motivi etici di un’alimentazione vegetariana», ISBN 3-499-19513-5, pag. 187f (disponibile solo in tedesco).

Homepage dell’autore: Diritti degli animali.